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Format e serialità: di cosa parliamo?

C’è una cosa che accomuna La casa di carta e i Ducktales anni Ottanta, ma anche i fumetti di Rat-Man e i The Jackal. Vi viene in mente niente? Parliamo di due concetti legati tra loro, quello di format e quello di serialità. Vediamo di cosa si tratta per capire in cosa i format e in particolare le serie potrebbero essere utili nella progettazione e realizzazione di una videostrategy

 

Regole, ma anche un po’ di creatività

Il dizionario Treccani dà una definizione di format espressamente legata al linguaggio televisivo e scrive che si tratta di una «idea base, o formula, secondo cui è ideato un programma televisivo originale, e che può essere acquistato da stazioni televisive di altri paesi per essere trasmesso ripetuto tale e quale o dopo opportuni adattamenti». Quando parliamo di format, in effetti, parliamo di una sorta di struttura, in quanto tale riconoscibile e dunque riproducibile e allo stesso tempo adattabile a contesti, lingue e culture. Parliamo insomma di un modello, di una griglia o schema che definisce determinate regole. Saranno proprio queste le guide per la realizzazione dei video che, attendendosi al format, diventeranno puntate di una serie, siano pensate per la tv, ma anche per Youtube o in generale per il mondo social. 

Il format si lega infatti all’idea di serialità, cioè di prodotti e programmi che funzionano per puntate. Nella maggior parte dei casi si tratta di narrazioni, e dunque serie tv, ma si parla di serialità anche per programmi, pubblicità, perché no fumetti e, con riferimento al mondo digitale, videogiochi e webserie. È infatti proprio dal cuore del format, il concept, cioè l’idea, che si genera quella molteplicità di narrazioni che leghiamo alla serialità. Dal concept, dunque dal format, si parte per costruire le puntate che faranno parte della serie.

 

Dal paper format alla puntata

Un format viene normalmente presentato come paper format, ovvero il concept, l’idea, descritta in tutti i suoi meccanismi. Idea che può diventare una puntata zero, anche nota come pilot. Il paper format diventa così un vero manuale che illustra l’idea e tutti i suoi sviluppi. Si partirà dal concept, come abbiamo detto, e dal genere: potrà essere una serie narrativa, un programma, ma anche un format di ricette, per esempio. Ci vorrà dunque un titolo efficace, oltre a un piano delle puntate che si è previsto di girare, della loro durata e della frequenza con cui usciranno. 

Se il progetto ha un profilo narrativo ampio, come potrebbe accadere per una serie tv, ci sarà bisogno di un attento sviluppo della struttura del racconto, ma potrebbe invece trattarsi di un programma che di puntata in puntata ripete il medesimo schema cambiando solo argomento. Individuare il target sarà necessario per definire la posizione del format in un palinsesto, e più in generale il contesto nel quale andrà a inserirsi

Guardando invece alla costruzione più interna del format, sarà necessario provvedere a una descrizione dettagliata della struttura, con personaggi, regole narrative, ma anche scelte relative alle riprese e agli elementi paratestuali della puntata, come la sigla e i titoli di coda. Progressivamente, dunque, mano a mano che questo documento prenderà vita andrà definendosi sempre più la puntata. 

 

Variazioni sul format

Un format è un po’ come una ricetta, definita da un set di cosiddetti tratti distintivi, ai quali ogni volta si possono applicare delle varianti. Esistono infatti format blindati, che si ripetono sempre identici, e format aperti, sottoposti a variabili. Questo aspetto si fa evidente soprattutto quando il format viene tradotto per altri canali, altre emittenti spesso in altri paesi, e dunque in contesti culturali differenti da quello di origine. A ogni traduzione si tratta di rintracciare le regole fondamentali, calando però il format nel contesto di riferimento. Non è un passaggio sempre innocente né lineare: a volte, variando il contesto, nella maglia delle regole base si delinea un mondo narrativo diverso da quello immaginato nel progetto di partenza, e come ben sanno i narratologi e i semiologi, si tratta di un cambio che può dare luogo a un diverso quadro dei valori, e dunque dei conflitti. Analoghi problemi si verificheranno a un livello più superficiale, per esempio nella scelta dei parametri visivi, con set cromatici, luci, stili e tono di voce che potrebbero differire e, intrecciandosi con le novità narrative, dare luogo a un programma differente rispetto all’idea di partenza. 

 


 

Siamo qui per voi!

Spaventati dall’idea di costruire un format e dare vita a una serie che potrebbe raccontare al meglio il vostro progetto o la vostra attività? RECTV Produzioni è qui per voi, per costruire insieme un progetto seriale efficace, modulato sulle esigenze di ciascuno, non esitate a contattarci!


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