Webserie e creatività: qualche esempio

I format seriali, lo abbiamo visto, stanno prendendo sempre più piede grazie alle possibilità creative e di sperimentazione offerte dal web, dalle tecnologie e dalla possibilità di condivisione dei social. Ma di cosa si può parlare (oltre che di cucina, ovviamente!) in una webserie? Ecco qualche esempio per farvi ispirare e accendere la miccia delle idee!

Una webserie nello spazio

Luca Parmitano è un volto noto al grande pubblico: è lui uno dei più noti astronauti italiani, protagonista delle missioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e di recente protagonista anche di una webserie a tema… spaziale. Beyond, questo il titolo della serie ispirata alla missione reale svolta oltre l’atmosfera terrestre e ideata dall’Agenzia Spaziale Italiana con la produzione di Asi ed Esa.
Nessun personaggio da interpretare per Parmitano, che svolge il ruolo di se stesso, ai comandi della Stazione. Ma non tutto è come nella realtà, perché insieme all’astronauta italiano ci sono due compagni di missione imbranati (Riccardo Averaimo e Manuel d’Amario, con l’aggiunta di Lucia Rossi), ironicamente “galleggianti” nello spazio in dodici puntate dedicate a una lettura leggera ma efficace della scienza. La regia è di Marcello Di Noto, della Scirocco Cinematografica. Le riprese sono state effettuate presso il Centro Addestramento Astronauti dell’ESA a Colonia.

Webserie e sostenibilità

In tempi di attenzione particolarmente concentrata sui temi ambientali, non poteva mancare una webserie dedicata alla sostenibilità. La firma LifeGate e si chiama, non a caso, Green love. I temi? Naturalmente quelli dedicati alle scelte di vita green: piccole azioni quotidiane per salvare il pianeta. La serie è andata in onda sul canale Youtube di LifeGate ma anche su Facebook e Instagram.
Protagonisti due coinquilini, Lucia e Pietro, che hanno idee e stili di vita sostenibili diametralmente opposti. Lei è attenta alla sostenibilità, lui invece ignora ogni attenzione all’ambiente. Sarà però una ragazza a fargli cambiare atteggiamento. Un format ironico, leggero, che tuttavia invita a un cambio di stile di vita sostenibile secondo il motto che tutti possono contribuire a fare la differenza.

Il teatro si racconta

Entrare in un teatro, scoprire e conoscere le persone che ci lavorano, il tutto sul web. È l’idea di Colpo di scena, la webserie che punta l’obiettivo sul teatro ideata dalla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino e che racconta la vita di attori e teatranti. Si tratta della prima sit-com dedicata al teatro: girata negli spazi della Casa del Teatro e incentrata sulla vita quotidiana di un gruppo di attori e tecnici, è stata immaginata per essere diffusa attraverso internet, anche attraverso i social.
Il protagonista della web serie si chiama Daniel, un ragazzotto che vive di espedienti e che per un caso assurdamente fortuito capita a teatro, dove per una serie di circostanze è costretto a fermarsi. A guidarlo in quel mondo nuovo, un’attrice fascinosa, un tecnico nevrotico, un’assistente gelosa e tanti altri personaggi, tutti alle prese con il compito di portare in scena la “favola delle favole”: Cappuccetto Rosso. Il percorso è, ovviamente, a ostacoli: mettere in piedi uno spettacolo significa fare i conti con mille problemi e imprevisti. E forse, di mezzo, c’è anche l’amore…

Un webserie per raccontare il territorio

Le webserie possono diventare format utili anche per raccontare il turismo. È il caso di Sicilian Rhapsody, la prima travel web-serie interamente girata in Sicilia. Cinqie episodi in inglese con i sottotitoli, per raccontare il territorio attraverso uno storytelling divertente che mostra la Sicilia e le sue eccellenze. Il progetto è frutto di un cofinanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, e vede il patrocinio del Comune di Palermo e dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana.
Obiettivo quello, naturalmente, di far conoscere al pubblico internazionale le peculiarità del territorio siciliano e le innumerevoli possibilità di vivere esperienze privilegiate ed uniche. A produrre i cinque mini video è l’agenzia di viaggi di lusso Absolute Sicilia (brand di “Tour Plus Sicilia”), la serie ha visto la regia di Riccardo Cannella della Cinnamon, società di produzione audiovisiva vincitrice di premi internazionali per le sue produzioni nell’ambito della serialità digitale. Un’idea originale per un marketing territoriale efficace portato avanti con una narrazione capace di mettere al centro il territorio siciliano, protagonista della campagna.

 

 


 

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Format e serialità: di cosa parliamo?

C’è una cosa che accomuna La casa di carta e i Ducktales anni Ottanta, ma anche i fumetti di Rat-Man e i The Jackal. Vi viene in mente niente? Parliamo di due concetti legati tra loro, quello di format e quello di serialità. Vediamo di cosa si tratta per capire in cosa i format e in particolare le serie potrebbero essere utili nella progettazione e realizzazione di una videostrategy

 

Regole, ma anche un po’ di creatività

Il dizionario Treccani dà una definizione di format espressamente legata al linguaggio televisivo e scrive che si tratta di una «idea base, o formula, secondo cui è ideato un programma televisivo originale, e che può essere acquistato da stazioni televisive di altri paesi per essere trasmesso ripetuto tale e quale o dopo opportuni adattamenti». Quando parliamo di format, in effetti, parliamo di una sorta di struttura, in quanto tale riconoscibile e dunque riproducibile e allo stesso tempo adattabile a contesti, lingue e culture. Parliamo insomma di un modello, di una griglia o schema che definisce determinate regole. Saranno proprio queste le guide per la realizzazione dei video che, attendendosi al format, diventeranno puntate di una serie, siano pensate per la tv, ma anche per Youtube o in generale per il mondo social. 

Il format si lega infatti all’idea di serialità, cioè di prodotti e programmi che funzionano per puntate. Nella maggior parte dei casi si tratta di narrazioni, e dunque serie tv, ma si parla di serialità anche per programmi, pubblicità, perché no fumetti e, con riferimento al mondo digitale, videogiochi e webserie. È infatti proprio dal cuore del format, il concept, cioè l’idea, che si genera quella molteplicità di narrazioni che leghiamo alla serialità. Dal concept, dunque dal format, si parte per costruire le puntate che faranno parte della serie.

 

Dal paper format alla puntata

Un format viene normalmente presentato come paper format, ovvero il concept, l’idea, descritta in tutti i suoi meccanismi. Idea che può diventare una puntata zero, anche nota come pilot. Il paper format diventa così un vero manuale che illustra l’idea e tutti i suoi sviluppi. Si partirà dal concept, come abbiamo detto, e dal genere: potrà essere una serie narrativa, un programma, ma anche un format di ricette, per esempio. Ci vorrà dunque un titolo efficace, oltre a un piano delle puntate che si è previsto di girare, della loro durata e della frequenza con cui usciranno. 

Se il progetto ha un profilo narrativo ampio, come potrebbe accadere per una serie tv, ci sarà bisogno di un attento sviluppo della struttura del racconto, ma potrebbe invece trattarsi di un programma che di puntata in puntata ripete il medesimo schema cambiando solo argomento. Individuare il target sarà necessario per definire la posizione del format in un palinsesto, e più in generale il contesto nel quale andrà a inserirsi

Guardando invece alla costruzione più interna del format, sarà necessario provvedere a una descrizione dettagliata della struttura, con personaggi, regole narrative, ma anche scelte relative alle riprese e agli elementi paratestuali della puntata, come la sigla e i titoli di coda. Progressivamente, dunque, mano a mano che questo documento prenderà vita andrà definendosi sempre più la puntata. 

 

Variazioni sul format

Un format è un po’ come una ricetta, definita da un set di cosiddetti tratti distintivi, ai quali ogni volta si possono applicare delle varianti. Esistono infatti format blindati, che si ripetono sempre identici, e format aperti, sottoposti a variabili. Questo aspetto si fa evidente soprattutto quando il format viene tradotto per altri canali, altre emittenti spesso in altri paesi, e dunque in contesti culturali differenti da quello di origine. A ogni traduzione si tratta di rintracciare le regole fondamentali, calando però il format nel contesto di riferimento. Non è un passaggio sempre innocente né lineare: a volte, variando il contesto, nella maglia delle regole base si delinea un mondo narrativo diverso da quello immaginato nel progetto di partenza, e come ben sanno i narratologi e i semiologi, si tratta di un cambio che può dare luogo a un diverso quadro dei valori, e dunque dei conflitti. Analoghi problemi si verificheranno a un livello più superficiale, per esempio nella scelta dei parametri visivi, con set cromatici, luci, stili e tono di voce che potrebbero differire e, intrecciandosi con le novità narrative, dare luogo a un programma differente rispetto all’idea di partenza. 

 


 

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