Video vintage: i Film di Famiglia del progetto Home Movies

Vecchie pellicole, ricordi di epoche passati e di volti che sembrano sprofondare nella memoria. E se non fosse tutto finito così? I vecchi film girati in famiglia possono avere un grande valore storico e documentario, a testimoniarlo è il progetto Homemovies, promosso dall’Archivio Nazionale del Film di Famiglia, fondato e gestito a Bologna dall’Associazione omonima Home Movies, e dichiarato dal MiBAC archivio d’interesse storico particolarmente importante.

Un patrimonio audiovisivo inedito

Salvare e trasmettere un patrimonio audiovisivo nascosto e inaccessibile, questa la mission dell’Associazione che nasce nel 2002 e che nel corso del tempo si è solidificata, promuovendo tante rassegne e iniziative alla riscoperta di quel patrimonio di video che fanno parte dei ricordi privati, e che sono quindi inediti. La documentazione audiovisiva inedita, privata e personale, raccolta dall’Archivio, costituisce un ampio e prezioso giacimento visivo per la storia italiana del Novecento, che progressivamente viene reso pubblico e messo a disposizione attraverso progetti e iniziative.

Tra gli eventi curati da Home Movies c’è per esempio Archivio Aperto, rassegna annuale dedicata alla riscoperta del patrimonio cinematografico privato e inedito con la proiezione di film amatoriali, sperimentali, indipendenti e documentari.  Tanti sono anche i documenti che testimoniano il legame con Bologna, ma c’è anche una parte dell’archivio dedicata a reportage da mondi remoti. L’8mm e il super8 hanno permesso infatti, prima dell’avvento delle videocamere portatili e dei telefoni, di riprendere in movimento i colori dell’esotismo. 

Mondo Home Movies è il progetto che ha proposto tre di questi reportage da luoghi remoti, fra gli anni ’60 e gli anni ’80 del secolo scorso, realizzati da cineamatori in vacanza in Africa, nelle paradisiache isole del Pacifico Fiji e in Afghanistan. Sono descritti come carnet di appunti visivi sulla bellezza dei luoghi, la purezza dei colori, la spontaneità degli sguardi degli abitanti del posto ai quali si contrappone la presenza, a volte ingombrante, dei viaggiatori stessi. Insomma, video estremamente interessanti ancora oggi, la cui sonorizzazione è stata affidata a tre musicisti che hanno tratto ispirazione nei luoghi rappresentati e nella cultura musicale associata.

MemoryScape: l’archivio Home Movies online 

Nel 2019 l’Archivio Home Movies ha dato inoltre il la a un nuovo progetto legato al video e al digitale: MemoryScapes, il cinema privato online. L’idea che lo anima è quella di rendere visibile online una parte della preziosa documentazione di Home Movies. Al momento le prime due serie sono già accessibili e permettono di esplorare oltre mille brevi filmati.

Si tratta in questo caso di una serie di percorsi tematici e cronologici grazie ai quali esplorare paesaggi, strade, volti, gesti, oggetti della memoria comune. Attraverso una navigazione semplice e immediata basata su una ricerca per anni, temi e luoghi, Memoryscapes permette di viaggiare nel tempo e nello spazio di un’Italia perduta e ritrovata.

Memoryscapes è frutto di un lungo lavoro di ricerca, selezione, descrizione, digitalizzazione ed edizione video di pellicole Super8, 8mm, 16mm e 9,5mm girate tra gli anni ‘20 e gli anni ‘80 del XX secolo. Un patrimonio straordinario ora accessibile a chiunque dal proprio pc o dal proprio smartphone: studiosi e studiose, docenti di scuola e università, registi, cittadini e cittadine che abbiano semplicemente voglia di immergersi nelle immagini della nostra memoria.  

 


 

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Ai Musei Reali di Torino con i video

Dopo un lungo e, per molti, estenuante periodo di chiusura, sono tornati ad aprire in tutto il loro splendore anche i Musei. Parliamo in particolare di un polo museale di grande importanza, i Musei Reali di Torino che, per l’occasione, hanno inaugurato nuove modalità di visita e hanno lanciato, proprio con un video, un cortometraggio musicale, èreale, il nuovo palinsesto di contenuti video disponibile sul sito dei Musei Reali

Un’esperienza museale in video, tutta da scoprire 

È stato un bel modo per festeggiare il 2 giugno: è proprio in occasione della Festa della Repubblica che i Musei Reali di Torino hanno riaperto e riaccolto i visitatori, nel segno della sicurezza e con l’emozione di un nuovo inizio. Il Polo è visitabile con un itinerario studiato per tutelare i visitatori, senza pregiudicare un’offerta culturale di qualità, estesa e inclusiva al contempo.

Oltre a qualche novità come il concreto restauro “a vista” dell’altare della Cappella della Sindone da seguire passo dopo passo osservando alla finestra il lavoro dei restauratori, i Musei si aprono al virtuale con un’offerta digitale pronta a tagliare nuovi traguardi. Èreale è la nuova piattaforma per la fruizione di contenuti video prodotti dai Musei Reali, progettata dallo studio MYBOSSWAS: un inedito palinsesto lanciato da un videoclip autoriale che coinvolge il pubblico, accompagnato da brevi documentari tematici, nuovi restauri e mostre virtuali che permetteranno di conoscere opere e luoghi meno noti dei Musei Reali.

«Nei due mesi più severi del confinamento il centro della città era deserto, ma i musei non sono mai stati soli – ha confermato la Direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella – Come molti, anche i musei hanno sperimentato su una scala mai vista prima il lavoro agile, scoprendo opportunità insospettate, potenziando gli strumenti digitali e costruendo, paradossalmente, nella distanza, una nuova solidarietà, tra noi e con il pubblico. Più che mai siamo persuasi del ruolo che i musei possono svolgere nei confronti della comunità, come luogo di conoscenza e di benessere, e anche come memoria e simbolo di grandezze, di bellezze, di sfide che possono ispirarci in questo momento di crisi e di incertezza».

Un’esperienza di visita inedita con contenuti video originali

È reale è una piattaforma online che amplia l’esperienza di visita per intraprendere un viaggio virtuale attraverso contenuti video originali. Approfondimenti tematici accompagneranno i visitatori, da casa, tra stanze finemente decorate, preziosi arazzi, antiche armature e reperti millenari, alla scoperta di tesori poco conosciuti e opere d’arte inedite, svelando i retroscena dei restauri, degli allestimenti museali e della cura del patrimonio.

Il video di lancio intitolato Nasce: è Reale. Il canale dei Musei Reali di Torino è un breve musical realizzato nel vuoto e nel silenzio delle sale. Scritto e creato dal regista e compositore Giorgio Ferrero con il direttore della fotografia e produttore Federico Biasin, autori del pluripremiato film musicale Beautiful Things prodotto dalla Biennale di Venezia e presentato nei principali festival internazionali con distribuzione in oltre 20 Paesi. È un esclusivo cortometraggio musicale cinematografico di tre minuti, in cui danzatori, acrobati, schermitrici e cantanti liriche vivono la magia di un viaggio all’interno dei musei, un sogno che prende vita durante la quarantena. I performer non possono toccarsi, ma il dialogo dei corpi e l’empatia tra le persone distanti è in grado di convergere in un unico inno alla bellezza e al calore umano.

 

I Musei Reali visitati con lo smartphone

Navigando sulla piattaforma èreale con dispositivi mobili, computer o visori VR, il pubblico potrà fruire gratuitamente anche di visite tematiche in realtà virtuale, per conoscere e approfondire ambienti e collezioni. Il palinsesto, che si arricchirà nel corso dei prossimi mesi di ulteriori contenuti speciali, presenta anche la playlist Closed In. I Musei visti da dentro, progetto digitale realizzato dallo staff dei Musei Reali durante il lockdown: opere e ambienti sono narrati da curatori, tecnici e operatori, in presa diretta e in modo informale, per vivere il museo attraverso gli occhi di chi ogni giorno ne custodisce il patrimonio.

È inoltre disponibile, e molto utile a orientarsi tra la nuova segnaletica approntata per la sicurezza, anche la app MRT, integrata con una nuova mappa di orientamento in italiano e in inglese. L’applicazione, è scaricabile gratuitamente su Apple Store e Google Play, ed è lo strumento privilegiato per approfondire il percorso museale. Sfiorando il proprio smartphone si potranno ottenere tutte le informazioni necessarie come orari, tariffe, contatti e accessibilità, ma soprattutto esplorare le collezioni e ascoltare l’audioguida con 35 tracce in italiano, delle quali è sempre disponibile anche un’anteprima gratuita.


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Il Salone del libro di Torino in video: gli appuntamenti di luglio con SalToNotte

Lo sappiamo, la situazione più unica che rara che ha caratterizzato la primavera del 2020 ha messo i freni a moltissime iniziative collettive tra cui rassegne, festival, incontri. Tra le più importanti manifestazioni di maggio rimandate a nuova data c’è stato anche il Salone del libro di Torino, l’attesa kermesse editoriale che, però, ha trovato nei video in streaming una formula speciale per non far mancare la propria presenza e le proprie molteplici voci e storie al pubblico di affezionati.

SalTo Extra: il successo video dell’edizione 2020

Il Salone del libro si è così trasformato in SalTo Extra. Un’edizione extra: “extra-ordinaria”, come la congiuntura che abbiamo attraversato; ma “extra” anche perché si è aggiunta, senza sostituirla, alla XXXIII edizione. Un’edizione dedicata alle vittime del Covid-19 e al personale medico impegnato in prima linea, nata dalla voglia di reagire, di proporre e non solo rimandare, di pensare – insieme – a un’alternativa.

L’adesione di autori, editori, librerie è stata straordinaria. Gli utenti raggiunti su Facebook sono stati 2.004.459, mentre le impression (il numero dei passaggi dei contenuti video sugli schermi degli utenti) su YouTube sono state 2.909.154. Praticamente un pubblico di quasi 5 milioni che su Facebook e YouTube ha realizzato circa 1.216.642 di visualizzazioni dei contenuti proposti in questa edizione straordinaria. Su Facebook (tra condivisioni, reazioni e commenti) i fan del Salone hanno totalizzato 63.715 interazioni; su Twitter i contenuti sono stati visualizzati 1,2 milioni di volte tra l’annuncio e la fine della manifestazione; su Instagram, tra like, visualizzazioni e commenti, sono state coinvolte persone per un totale di 52.847. I minuti totali di visualizzazione sono stati 64.485 ovvero 2.686 giorni, che tradotti in anni fanno 7 anni e 3 mesi trascorsi con il Salone Extra!

SalTo Notte: l’estate del Salone in streaming nei luoghi della cultura

Dopo il successo di maggio, il Salone ritorna anche in estate con una rassegna inedita che, anche questa volta, sfrutterà la tecnologia e in particolare il video streaming. L’appuntamento si chiama SalTo Notte: l’estate del Salone nei luoghi della cultura, andrà in onda ogni martedì alle 22.30 su salonelibro.it, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del Salone fino al 28 luglio. I video degli incontri rimarranno inoltre disponibili sul sito e sul canale YouTube anche dopo la messa in onda.

Gli incontri di tutte le puntate sono commentati con Francesco Pacifico e ospiti di volta in volta diversi. SalTo Notte è un format sperimentale che dà voce a editori, autori italiani e stranieri, e vive a tarda serata in alcuni spazi simbolici della cultura italiana che, tra fatica e incertezza, stanno ripartendo. Insomma, un viaggio in Italia, con tappe a Torino, Napoli, Roma e Milano, guidato dal filo rosso della letteratura e della cultura, «in un momento storico in cui nel mondo sta tornando la possibilità di movimento – dicono dallo staff – ma non è chiara la direzione da prendere».

SalTo Notte vuole essere anche una finestra aperta sulla «macchina» del Salone, il dietro le quinte della squadra che lavora tutto l’anno e che vuole mantenere saldi i contatti con la Comunità di lettori e pubblico, in attesa di darsi di nuovo appuntamento dal vivo.
Ogni puntata sarà un susseguirsi di incontri, animati da voci del mondo della cultura, della letteratura, della musica, delle arti, dell’editoria che si incroceranno per approfondire, analizzare e commentare il mondo che si è trasformato intorno a noi. Interviste esclusive; nuove uscite editoriali; gli autori e i temi che attraversano le nostre giornate e le nostre notti; un focus dedicato alla narrativa per ragazzi. E per finire, un momento di poesia e una canzone d’autore, che sarà reinterpretata e suonata dal vivo per accompagnare gli ascoltatori verso la notte.

Dopo il 23 e il 30 giugno, la rassegna proseguirà il 7 luglio a Roma, al Teatro India; il 14 luglio a Milano, alle Gallerie d’Italia – Piazza Scala di Intesa Sanpaolo; il 21 luglio di nuovo a Roma, alla Libreria Tuba; per finire dove si è partiti, a Torino, il 28 luglio alla Biblioteca civica Villa Amoretti. Tra gli ospiti confermati Javier Cercas con Giancarlo De Cataldo, Bret Easton Ellis, Esther Safran Foer, Thomas Piketty, Igiaba Scego, Nino D’Angelo, The Jackal, Pop X, Gipi.

 


 

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A Torino un videomapping spettacolare sulla Mole per festeggiare il cinema

Magia, suggestione, fascino e storia: c’è tutto questo e molto di più nell’omaggio al mondo del cinema che parte dalla Mole Antonelliana di Torino per celebrare la settima arte in un’estate segnata dal faticoso ritorno alla normalità dopo l’emergenza sanitaria del 2020. Dal 24 giugno al 20 luglio 2020 la sede del Museo Nazionale del Cinema diventa infatti essa stessa un cinema a cielo aperto, grazie a uno spettacolo di videomapping innovativo che si propone di raccontare il cinema al grande pubblico, anche a quello internazionale. 

Lo spettacolo si ripete tutti i giorni, dalle 21:00 alle 23:30, quando inizia la magia del video e i quattro lati della cupola della Mole si animano contemporaneamente con uno spettacolo. Venti minuti di emozione per un omaggio alla Torino cinematografica, al cinema italiano e alle grandi star internazionali di tutti i tempi, in un montaggio serrato e visionario realizzato da Donato Sansone. 

 

Un omaggio alla Torino del cinema 

Le proiezioni alternano elementi e materiali, molti dei quali appartenenti alle ricche e prestigiose collezioni del Museo Nazionale del Cinema: foto, manifesti e oggetti si avvicendano a sequenze e elementi di computer grafica, in un crescendo emozionale che coinvolge fino all’ultimo frame. Si parte dall’omaggio al cinema torinese e italiano, per arrivare alle grandi star. Le fotografie animate dei volti bellissimi delle attrici e degli attori noti al grande pubblico – da Sophia Loren a Marcello Mastroianni, da Claudia Cardinale a Vittorio Gassman, da Massimo Troisi a Ornella Muti, da Ugo Tognazzi a Monica Bellucci – si incontrano con i manifesti che hanno scandito la storia del cinema italiano: la bellezza dei loro sguardi si interseca con il tributo al regista italiano più visionario, Federico Fellini, nell’anno del centenario della sua nascita. 

A questi si aggiungono memorabili sequenze di film girati a Torino, da Cabiria a The Italian Job, fino alla sezione dedicata alle icone cinematografiche internazionali: da King Kong a Spiderman, dall’agente 007 a Indiana Jones, da Vito Corleone al perfido Darth Vader.

 

Una tecnologia speciale per un videomapping spettacolare

Si tratta di uno spettacolo tecnologicamente avanzato, che prevede l’utilizzo di 8 videoproiettori a led posizionati sui palazzi adiacenti che proiettano simultaneamente sui 4 lati della cupola; la sincronizzazione delle immagini che partono dalle quattro postazioni avviene con dei trasmettitori wireless che dalla Mole Antonelliana diffondono il segnale via radio e, grazie alla mappatura architettonica dell’edificio – mai fatta prima –, sarà possibile assistere a inediti giochi di luci e colori. 

È così che nell’estate 2020 la Mole, gioiello architettonico progettato da Alessandro Antonelli, una sorta di “archistar” ante litteram, diventa una torre cinematografica, un inusuale faro luminoso, un suggestivo schermo multimediale che proietta immagini in movimento e sarà visibile da tutta la città.  Il progetto di videomapping entrerà inoltre nel Museo come “opera” audiovisiva, un patrimonio che in futuro potrà essere aggiornato e riproposto insieme ad altre opere di videomapping create da grandi registi e giovani artisti. 

Sono stati installati, inoltre, 4 media player Dataton, ossia 4 server in grado di fornire multi-uscite video per permettere la riproduzione sincronizzata dei contenuti multimediali e una regia workstation posizionata all’interno della Mole. Infine, la sincronizzazione effettiva avverrà tramite l’utilizzo di 4 router LTE che, mediante una connessione a bassa latenza che permette una velocità di comunicazione superiore allo standard e un controllo in diretta dei 4 proiettori, farà comunicare tutte le macchine all’interno dello stesso network, per poter lavorare in modo sincronizzato.

 

20 anni del Museo Nazionale del Cinema e della Film Commission Torino Piemonte

Lo spettacolo di video mapping è il cuore dei festeggiamenti per celebrare i 20 anni del Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana e di Film Commission Torino Piemonte, un doppio compleanno che celebra la vocazione cinematografica di Torino, culla degli albori della Settima arte, solidamente ancorata alla propria vocazione ma da sempre aperta alla sperimentazione dei nuovi linguaggi audiovisivi.

Sui lati della Mole non compariranno solo omaggi cinematografici alla città, ma un racconto degli elementi chiave di Torino, come l’acqua che riempie la Mole trasformandola in acquario, omaggio al fiume Po in cui nuotano personaggi ironici e legati all’immaginario infantile, o le automobili che si inseguono in maniera rocambolesca e, ancora, il volo con le sequenze più vertiginose che contraddistinguono i film d’avventura. Non mancano l’amore romantico, con i più bei baci della storia del cinema, e i momenti di festa, in omaggio al doppio compleanno, con proiezione di fuochi d’artificio. 

Le sorprese non finiscono però qui: il videomapping sarà solo il primo tassello di un progetto più ampio che accompagnerà la città al 20 luglio, quando si festeggerà il compleanno, momento per spegnere le candeline e dare il la a tanti nuovi progetti e collaborazioni, tutte all’insegna del grande cinema. 

 


 

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Video e promozione turistica ai tempi della pandemia

Tutto cambia quando il mondo viene colpito da una pandemia. E così se, come abbiamo visto, la comunicazione istituzionale e quella aziendale si sono adattate al contesto, anche la promozione turistica ha dovuto fronteggiare una situazione del tutto inedita e per certi versi molto complessa, reinventandosi e trovando forme di storytelling coinvolgenti, che spesso hanno veicolato il proprio messaggio attraverso il video. Pronti alle vacanze all’epoca del coronavirus? 

La bellezza ci aspetta a Perugia

L’idea del Comune di Perugia è chiara: rilanciare l’economia locale e il turismo dopo l’emergenza Coronavirus. Per questo scopo è stata promossa una campagna video da diffondere sui social. In particolare, Al centro di nuovo è il terzo video di questa progettualità e porta lo spettatore nel centro storico di Perugia, insistendo sui valori della bellezza. Nel video compaiono infatti  alcuni dei luoghi simbolo della città, da Sant’Ercolano all’Arco Etrusco, dalla Fontana Maggiore a San Bevignate, da Palazzo Gallenga a Piazza dell’Università, da San Pietro al Cassero di Porta Sant’Angelo. 

Il video è realizzato da Promovideo con il Quartetto misto dell’Orchestra da Camera di Perugia che suona le celebri note di Nicola Piovani per diffondere “bellezza con la bellezza”, aspettando di tornare a vivere e visitare Perugia non appena possibile. Una città pronta per ricominciare dopo la pandemia, come con efficacia è stato annunciato condividendo il video sui canali social del Comune: Facebook, Instagram, YouTube, e sito istituzionale. 

La sfida dell’estate di Riccione

Dire Riccione significa dire estate. Un’estate fatta di spiagge, feste, attività di gruppo: un’estate che, necessariamente, per questo 2020 andrà ripensata. Sarà una sfida, ed è infatti su questo tema che la città ha costruito la sua campagna di promozione video per l’estate: “Riccione accetta tutte le sfide anche quelle impossibili”. 

La città di Riccione è solita aprire la stagione turistica con un video, un progetto che, sfruttando il linguaggio visivo, è utile a ribadire l’identità di quello che è riconosciuto come un vero e proprio brand del turismo. Anche in un anno molto particolare, la città non demorde e propone con il claim “Make it happen” (fai che accada) la sua idea di turismo vivo, in sicurezza. Lo fa attraverso immagini e musica emozionanti e coinvolgenti, con l’obiettivo di tenere accesi i riflettori sulla città e sulle sue proposte legate naturalmente alla vita da spiaggia. Anche in questo caso, il messaggio viaggia necessariamente sui social. 

Le valli del cuneese arrivano in video

Spostiamoci a nord ovest: siamo a Cuneo. L’ATL locale, per sostenere la ripartenza turistica del territorio ha programmato in tutte le valli riprese video con un operatore professionista. Saranno riprese effettuate da valle a monte, con particolare attenzione alle principali peculiarità del territorio: arte, architettura, ma anche gastronomia e percorsi outdoor. Un progetto che si prefigge lo scopo di aiutare e incentivare la promozione turistica del territorio in un momento particolarmente difficile. 

Saranno create video-cartoline che andranno trasmesse attraverso canali differenti per arrivare al mondo del turismo. Altri progetti, fa sapere Atl, si svilupperanno con il Consorzio degli operatori turistici Conitours e con le professionalità del settore: «crediamo fortemente che il nostro territorio abbia tutte le carte necessarie per giocare, in questo momento particolare, una buona partita: a noi il compito di potenziare l’offerta e di promuoverla, per rendere questa partita vincente». 


 

Promuovi con noi il tuo territorio!

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Video, promozione e sicurezza: le campagne sul Covid

Un evento significativo e di portata mondiale come la pandemia da Coronavirus non avrebbe potuto non dare vita a una serie di campagne video orientate da istituzioni e governi alla sicurezza. Diffondere, spiegare, illustrare: fare promozione significa anche questo, come abbiamo visto, e poter raggiungere lo scopo con un linguaggio agile, fresco ed emozionale come il video garantisce successo ed efficacia anche per quelle che siamo soliti definire come “pubblicità progresso”. Scopriamo qualche esempio dalla recente storia italiana, sia per quanto riguarda le campagne istituzionali sia per i trend della pubblicità aziendale.

Resta a casa

Resta a casa è il titolo eloquente della campagna informativa del Ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio dei Ministri sull’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, nata per affiancare i provvedimenti normativi. Allo scopo di raggiungere quanto più pubblico possibile, la campagna ha previsto una diffusione non solo sulle reti televisive Rai, ma sui principali social network come Facebook e Instagram.

 

Lo spot è stato realizzato in un formato e con un linguaggio adatto ai social, sintetizzando le misure da rispettare e i principali comportamenti da tenere per limitare la diffusione dell’epidemia con semplicità e chiarezza. Non uscire di casa era il messaggio principale, un invito accompagnato da quelli del frequente lavaggio delle mani, della disinfezione delle superfici, del protocollo da rispettare per il pronto soccorso. Infine, non mancavano come da progetto l’invito alla condivisione e il sito di riferimento

I testimonial

Non solo video-tutorial a contenuto grafico come Resta a casa, ma anche spot che, utilizzando volti noti, ripetevano il messaggio con lo scopo di farlo penetrare ancora di più tra la popolazione. Per questo motivo il Ministero della Salute ha scelto, per diffondere la regola di stare a casa, il volto molto conosciuto dal pubblico televisivo di Amadeus. Lo spot è stato realizzato con la Rai e pensato per la messa in onda televisiva e radiofonica, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e dunque parte di una strategia prettamente istituzionale

Anche in questo caso, Amadeus ripete i messaggi informativi principali, ovvero le regole da rispettare, rimandando al canale istituzionale per le informazioni, quello del Ministero, e invitando tutti i cittadini a essere responsabili e solidali per fronteggiare l’emergenza. Il tutto è naturalmente sintetizzato da una frase recitata dal personaggio: «Aiutiamoci l’un l’altro. Insieme ce la facciamo». Il claim della campagna, in sintonia con questo messaggio, era «Proteggi te stesso e gli altri dal nuovo coronavirus». 

Pubblicità all’epoca del coronavirus

Se siete osservatori attenti ve ne sarete certamente accorti: qualcosa è accaduto nel mondo della pubblicità durante i mesi di lockdown. Modificato radicalmente lo scenario, anche le aziende e i brand hanno dovuto ricalibrare la propria comunicazione, e farlo attraverso i video ha dato luogo a diverse campagne più o meno impattanti, ma certamente molto spesso accomunate da strategie simili. La chiusura tra le mura domestiche e il drastico cambio di abitudini ha così influenzato i video di tante aziende, spingendo ciascuno a ripensare i propri servizi e le proprie esigenze comunicative, che possiamo riassumere citando quello che agli studiosi di semiotica è noto come “quadrato di Floch”, ovvero l’assiologia del consumo. C’è stato chi ha scelto di dare evidenza ai valori aziendali, detti “di base”, e chi a quelli più pragmatici, ovvero “d’uso”, modulando i messaggi da valorizzazioni pratiche, utopiche, critiche o ludiche (qui un utile riassunto della semiologa Giovanna Cosenza).

Cambiando il contesto in cui gli spot andavano in onda, molto spesso è stato necessario variare anche il messaggio per “adeguare” la comunicazione ed evitare fastidiosi riferimenti a uno stile di vita e a situazioni non più normali, come assembramenti, viaggi. La galleria di scelte che ogni brand ha deciso di intraprendere è varia, potete divertirvi ripercorrendo spot di prodotti alimentari, per la casa, di viaggi e automobili, cosmetici e quant’altro con le ricerche sul web, da Google a Youtube. Quello che vi consigliamo, per accendervi qualche riflessione, è questo video che, magicamente, mette a confronto tante pubblicità di brand all’epoca della pandemia mostrando come, alla fine, si assomiglino tutte.

 


 

Non fate anche voi lo stesso errore

Volete evitare di andare, come in questo caso, nella direzione di tutti gli altri e costruire una promozione video unica, capace di identificarvi e farvi notare nel grande mare dei video? RECTV Produzioni è la soluzione per voi. Consigli e strategie su misura per ogni esigenza e ogni tasca: non esitare a contattarci per informazioni e per un preventivo!

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Webserie e creatività: qualche esempio

I format seriali, lo abbiamo visto, stanno prendendo sempre più piede grazie alle possibilità creative e di sperimentazione offerte dal web, dalle tecnologie e dalla possibilità di condivisione dei social. Ma di cosa si può parlare (oltre che di cucina, ovviamente!) in una webserie? Ecco qualche esempio per farvi ispirare e accendere la miccia delle idee!

Una webserie nello spazio

Luca Parmitano è un volto noto al grande pubblico: è lui uno dei più noti astronauti italiani, protagonista delle missioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e di recente protagonista anche di una webserie a tema… spaziale. Beyond, questo il titolo della serie ispirata alla missione reale svolta oltre l’atmosfera terrestre e ideata dall’Agenzia Spaziale Italiana con la produzione di Asi ed Esa.
Nessun personaggio da interpretare per Parmitano, che svolge il ruolo di se stesso, ai comandi della Stazione. Ma non tutto è come nella realtà, perché insieme all’astronauta italiano ci sono due compagni di missione imbranati (Riccardo Averaimo e Manuel d’Amario, con l’aggiunta di Lucia Rossi), ironicamente “galleggianti” nello spazio in dodici puntate dedicate a una lettura leggera ma efficace della scienza. La regia è di Marcello Di Noto, della Scirocco Cinematografica. Le riprese sono state effettuate presso il Centro Addestramento Astronauti dell’ESA a Colonia.

Webserie e sostenibilità

In tempi di attenzione particolarmente concentrata sui temi ambientali, non poteva mancare una webserie dedicata alla sostenibilità. La firma LifeGate e si chiama, non a caso, Green love. I temi? Naturalmente quelli dedicati alle scelte di vita green: piccole azioni quotidiane per salvare il pianeta. La serie è andata in onda sul canale Youtube di LifeGate ma anche su Facebook e Instagram.
Protagonisti due coinquilini, Lucia e Pietro, che hanno idee e stili di vita sostenibili diametralmente opposti. Lei è attenta alla sostenibilità, lui invece ignora ogni attenzione all’ambiente. Sarà però una ragazza a fargli cambiare atteggiamento. Un format ironico, leggero, che tuttavia invita a un cambio di stile di vita sostenibile secondo il motto che tutti possono contribuire a fare la differenza.

Il teatro si racconta

Entrare in un teatro, scoprire e conoscere le persone che ci lavorano, il tutto sul web. È l’idea di Colpo di scena, la webserie che punta l’obiettivo sul teatro ideata dalla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino e che racconta la vita di attori e teatranti. Si tratta della prima sit-com dedicata al teatro: girata negli spazi della Casa del Teatro e incentrata sulla vita quotidiana di un gruppo di attori e tecnici, è stata immaginata per essere diffusa attraverso internet, anche attraverso i social.
Il protagonista della web serie si chiama Daniel, un ragazzotto che vive di espedienti e che per un caso assurdamente fortuito capita a teatro, dove per una serie di circostanze è costretto a fermarsi. A guidarlo in quel mondo nuovo, un’attrice fascinosa, un tecnico nevrotico, un’assistente gelosa e tanti altri personaggi, tutti alle prese con il compito di portare in scena la “favola delle favole”: Cappuccetto Rosso. Il percorso è, ovviamente, a ostacoli: mettere in piedi uno spettacolo significa fare i conti con mille problemi e imprevisti. E forse, di mezzo, c’è anche l’amore…

Un webserie per raccontare il territorio

Le webserie possono diventare format utili anche per raccontare il turismo. È il caso di Sicilian Rhapsody, la prima travel web-serie interamente girata in Sicilia. Cinqie episodi in inglese con i sottotitoli, per raccontare il territorio attraverso uno storytelling divertente che mostra la Sicilia e le sue eccellenze. Il progetto è frutto di un cofinanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, e vede il patrocinio del Comune di Palermo e dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana.
Obiettivo quello, naturalmente, di far conoscere al pubblico internazionale le peculiarità del territorio siciliano e le innumerevoli possibilità di vivere esperienze privilegiate ed uniche. A produrre i cinque mini video è l’agenzia di viaggi di lusso Absolute Sicilia (brand di “Tour Plus Sicilia”), la serie ha visto la regia di Riccardo Cannella della Cinnamon, società di produzione audiovisiva vincitrice di premi internazionali per le sue produzioni nell’ambito della serialità digitale. Un’idea originale per un marketing territoriale efficace portato avanti con una narrazione capace di mettere al centro il territorio siciliano, protagonista della campagna.

 

 


 

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Cucina in tutti i sensi: il nostro format originale per Chef Rubio

Dopo tanto parlare di format, serialità e webserie, abbiamo deciso di svelarvi i segreti di una delle serie di successo alla quale abbiamo contribuito: RECTV Produzioni infatti è stata produttore esecutivo, nel 2017, della terza edizione di Cucina in tutti i sensi, la webserie ideata da Chef Rubio per portare le ricette e la cucina a tutti, con traduzioni in Lingua Italiana dei Segni e screenreader per non vedenti.

Cucina in tutti i sensi, un format accessibile

Quattro lunedì per quattro ricette speciali e un approccio completamente accessibile alla cucina: ecco l’idea di Chef Rubio per il suo format seriale Cucina in tutti i sensi. Una sapiente miscela di parlato, lingua dei segni e immagini, una ricetta capace di rendere questa piccola serie piacevole, ma al contempo accessibile a tutti. E proprio a questo scopo ogni ricetta proposta viene tradotta in LIS per essere comprensibile anche alle persone sorde, mentre è possibile, parallelamente, scaricare gratuitamente la app screenreader per non vedenti, che traduce le immagini in descrizioni audio. 

«Con questa produzione – ha spiegato Chef Rubio, da sempre promotore della democrazia in cucina – abbiamo voluto mettere in atto un ulteriore esempio d’integrazione in cucina. Con il gruppo di lavoro si è provato a dosare il parlato, il segnato e l’audio per restituire un prodotto democratico, che sia piacevole per un pubblico sempre più vasto, con e senza abilità sensoriali».

Un format pensato non solo per cucinare, non solo per ampliare il pubblico, ma per sperimentare, grazie alle possibilità di video e tecnologia, nuove forme di comunicazione, in grado di raccontare la cucina oltre le logiche immediate della sensorialità. 

Chef Rubio e i suoi ospiti in cucina

Insegnare a cucinare a tutti, nessuno escluso, questo lo scopo di Cucina in tutti i sensi: quattro puntate per illustrare altrettante videoricette: si parte con una tempura di verdure per poi passare a una pasta alla norma, a una tartare di manzo e finire in bellezza con una apple pie.  La mini serie non ha per protagonista solo Chef Rubio, volto noto, ma anche l’istruttrice e attrice sorda Deborah Donadio (dell’Istituto Statale Sordi di Roma ISSR) e la Sous Chef ipovedente Serena Sacco (de L’Altro Spazio di Bologna). Super ospite, invece, Oney Tapia, campione paralimpico della FISPES già vincitore di Ballando con le Stelle: a lui la responsabilità di lanciare le richieste in cucina.

Un cast che ricorda l’assenza di barriere in cucina, perché nessuno, tra i fornelli, si senta escluso nelle possibilità di sperimentare o imparare. «Con il gruppo di lavoro si è provato a dosare il parlato, il segnato e l’audio per restituire un prodotto democratico, che sia piacevole per un pubblico sempre più vasto, con e senza abilità sensoriali» ha raccontato ancora Chef Rubio. 

Cucina in tutti i Sensi è stata prodotta e ideata da Tumaga, la società di produzione indipendente fondata da Chef Rubio in collaborazione con Istituto Statale Sordi di Roma (ISSR) e L’Altro Spazio, e vede il contributo di Excelsa e Peroni e il supporto di Fispes e Aran Concept Store di Roma Gregorio VII; con l’assistenza del foodstylist Bruno Settimi e della sua società di servizi Basilico.

 


 

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Web serie: tutto quello che c’è da sapere

I format seriali sono prodotti di estremo successo: il potere della narrazione, episodio dopo episodio, coinvolge il pubblico e lo fidelizza, portandolo a diventare spettatore inossidabile. È un processo che conosciamo bene: avviene per esempio con la fiction e le serie tv. Tuttavia, i format a puntate non sono – o meglio, non sono più -, gli unici esempi ai quali fare riferimento per tentare innovative video strategy. Il digitale è infatti una grande risorsa oggi, grazie al successo crescente delle web serie. 

I mondi delle serie: dal fumetto al web

Abituati a riferirci a prodotti video a puntate da guardare e seguire in tv, spesso non pensiamo che gli universi narrativi progettati a partire da un format e costruiti con una precisa serialità popolano anche altri media. Pensiamo per esempio ai fumetti, una delle forme di serialità più classica, ma anche alla pubblicità, che da sempre gioca con le “puntate” (basti pensare al classico italiano, il Carosello, che ha caratterizzato la prima tv italiana facendone la storia). Oggi i nuovi universi della serialità sono quelli del web e del digitale, dove si trovano webserie, videogame, prodotti innovativi che sperimentano e si adattano alle possibilità creative offerte dal mondo social. 

 

Le webserie, piccola storia di un format

Siamo ormai abituati, visto lo sviluppo enorme della telefonia mobile e la pervasività del video  a fruire di prodotti anche attraverso il display del nostro cellulare o tablet, e i trend del momento, favoriti anche dalla pandemia di coronavirus che ha ridefinito i paradigmi attraverso i quali ci affacciamo al web e al mondo del video, confermano questa tendenza.

Le webserie si inseriscono perfettamente in questa tendenza. Si tratta di fiction realizzate appositamente per il web e per essere seguite da dispositivi mobili. Il concetto non è nuovo: fin dagli anni Novanta, con il progressivo crescere delle possibilità offerte da Internet, tanti network hanno sperimentato linguaggi e creatività confrontandosi con nuovi modi di fruizione. Del 1997 è per esempio Homicide: Second Shift, spin-off della serie televisiva Homicide: Life on the Street mandato in onda sul sito dedicato della NBC. Tantissimi sarebbero gli esempi internazionali, ma per restare in Italia ci limitiamo a citare Lost in Google, realizzata dalla casa di produzione The Jackal per Youtube, una webserie di fantascienza la cui caratteristica innovativa era probabilmente l’interazione con gli utenti su modelli di altri esperimenti americani. Addirittura, in Lost in Google i commenti ricevuti sotto le puntate erano utilizzati per sceneggiare gli episodi successivi. 

 

 

Non sfuggirà il potenziale creativo di prodotti del genere, aperti alla sperimentazione e all’interazione diretta con il pubblico, un potenziale che, dal 2008 ha portato alla nascita di diversi riconoscimenti tra cui l’International Academy of Web Television (IAWTV), che premia con gli Streamy Awards le migliori serie nate per il digitale. 

 

Perché progettare una webserie?

Lavorare in ambienti digitali significa anche sperimentare e confrontarsi con novità che riguardano innanzitutto i format e le possibilità narrative. Questo per adattarsi alle caratteristiche del mezzo, che vanno dalla brevità, alla sottotitolazione per la fruizione in ambienti pubblici senza audio, ad altri aspetti più stilistici che hanno a che fare con il tono di voce, l’ironia e altri giochi testuali, non ultima la possibilità di interazione con il pubblico. 

Le webserie sono nate spesso come spin off, un accompagnamento a latere di prodotti più grandi, spesso serie tv o film, ma esistono anche prodotti originali che in parte stanno sostituendo la fruizione classica sul canale televisivo e attirando un nuovo pubblico. Il taglio sarà naturalmente adatto al contesto web: agile, veloce, adatto a creare engagement. Ecco perché non escludere a priori, per la propria videostrategy, la realizzazione di una piccola serie da diffondere sui canali web, dove è possibile una maggiore sperimentazione utile a definire meglio il proprio target o ad ampliare il pubblico. 

Piacevole da seguire, leggera, non troppo istituzionale: la webserie potrebbe diventare il fiore all’occhiello della vostra azienda, un prodotto capace di caratterizzarla e di portare traffico sui vostri canali e incrementare la visibilità.


 

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Format e serialità: di cosa parliamo?

C’è una cosa che accomuna La casa di carta e i Ducktales anni Ottanta, ma anche i fumetti di Rat-Man e i The Jackal. Vi viene in mente niente? Parliamo di due concetti legati tra loro, quello di format e quello di serialità. Vediamo di cosa si tratta per capire in cosa i format e in particolare le serie potrebbero essere utili nella progettazione e realizzazione di una videostrategy

 

Regole, ma anche un po’ di creatività

Il dizionario Treccani dà una definizione di format espressamente legata al linguaggio televisivo e scrive che si tratta di una «idea base, o formula, secondo cui è ideato un programma televisivo originale, e che può essere acquistato da stazioni televisive di altri paesi per essere trasmesso ripetuto tale e quale o dopo opportuni adattamenti». Quando parliamo di format, in effetti, parliamo di una sorta di struttura, in quanto tale riconoscibile e dunque riproducibile e allo stesso tempo adattabile a contesti, lingue e culture. Parliamo insomma di un modello, di una griglia o schema che definisce determinate regole. Saranno proprio queste le guide per la realizzazione dei video che, attendendosi al format, diventeranno puntate di una serie, siano pensate per la tv, ma anche per Youtube o in generale per il mondo social. 

Il format si lega infatti all’idea di serialità, cioè di prodotti e programmi che funzionano per puntate. Nella maggior parte dei casi si tratta di narrazioni, e dunque serie tv, ma si parla di serialità anche per programmi, pubblicità, perché no fumetti e, con riferimento al mondo digitale, videogiochi e webserie. È infatti proprio dal cuore del format, il concept, cioè l’idea, che si genera quella molteplicità di narrazioni che leghiamo alla serialità. Dal concept, dunque dal format, si parte per costruire le puntate che faranno parte della serie.

 

Dal paper format alla puntata

Un format viene normalmente presentato come paper format, ovvero il concept, l’idea, descritta in tutti i suoi meccanismi. Idea che può diventare una puntata zero, anche nota come pilot. Il paper format diventa così un vero manuale che illustra l’idea e tutti i suoi sviluppi. Si partirà dal concept, come abbiamo detto, e dal genere: potrà essere una serie narrativa, un programma, ma anche un format di ricette, per esempio. Ci vorrà dunque un titolo efficace, oltre a un piano delle puntate che si è previsto di girare, della loro durata e della frequenza con cui usciranno. 

Se il progetto ha un profilo narrativo ampio, come potrebbe accadere per una serie tv, ci sarà bisogno di un attento sviluppo della struttura del racconto, ma potrebbe invece trattarsi di un programma che di puntata in puntata ripete il medesimo schema cambiando solo argomento. Individuare il target sarà necessario per definire la posizione del format in un palinsesto, e più in generale il contesto nel quale andrà a inserirsi

Guardando invece alla costruzione più interna del format, sarà necessario provvedere a una descrizione dettagliata della struttura, con personaggi, regole narrative, ma anche scelte relative alle riprese e agli elementi paratestuali della puntata, come la sigla e i titoli di coda. Progressivamente, dunque, mano a mano che questo documento prenderà vita andrà definendosi sempre più la puntata. 

 

Variazioni sul format

Un format è un po’ come una ricetta, definita da un set di cosiddetti tratti distintivi, ai quali ogni volta si possono applicare delle varianti. Esistono infatti format blindati, che si ripetono sempre identici, e format aperti, sottoposti a variabili. Questo aspetto si fa evidente soprattutto quando il format viene tradotto per altri canali, altre emittenti spesso in altri paesi, e dunque in contesti culturali differenti da quello di origine. A ogni traduzione si tratta di rintracciare le regole fondamentali, calando però il format nel contesto di riferimento. Non è un passaggio sempre innocente né lineare: a volte, variando il contesto, nella maglia delle regole base si delinea un mondo narrativo diverso da quello immaginato nel progetto di partenza, e come ben sanno i narratologi e i semiologi, si tratta di un cambio che può dare luogo a un diverso quadro dei valori, e dunque dei conflitti. Analoghi problemi si verificheranno a un livello più superficiale, per esempio nella scelta dei parametri visivi, con set cromatici, luci, stili e tono di voce che potrebbero differire e, intrecciandosi con le novità narrative, dare luogo a un programma differente rispetto all’idea di partenza. 

 


 

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